Cinzia Maroni ricorda quale è l’identità originale degli Apertivi Culturali
“L’opera lirica vi è intesa non come fenomeno estetico autosufficiente, ma come dispositivo culturale stratificato che si presta a essere interrogato da una pluralità di sguardi. Il carattere distintivo degli Aperitivi Culturali risiede nella loro natura interdisciplinare. Filosofi, storici, musicologi, scrittori, giuristi, studiosi delle scienze sociali e artisti sono stati chiamati nel tempo a confrontarsi con i titoli del cartellone. Non li hanno semplicemente spiegati in senso didascalico, ma li hanno attraversati criticamente, utilizzandoli come campo di tensione e di interrogazione. Ne è emersa una lettura dell’opera come spazio problematico, in cui si depositano visioni del mondo, modelli di comportamento e immaginari collettivi che continuano a parlare al presente.” E a conferma di questo approccio sottolinea: “Ne è un esempio, il rapporto continuo e proficuo con gli organismi dell’avvocatura nazionale e locale. Ogni anno l’opera è stata indagata con gli occhi del giurista: la vicenda di Tosca è stata inquadrata nell’ambito della concussione sessuale; la Butterfly come un caso di prostituzione minorile e di turismo sessuale; Cavalleria e Pagliacci come delitti d’onore; i figli di Norma come orfani di femminicidi; Violetta come sex worker; i manicomi criminali; contratti illeciti; matrimonio forzati; il mee too…“.